e ora…

 ci sono  emozioni delle quali a volte non si riesce a parlare e nemmeno a scrivere,   e ci si convince che siano solo sogni , si confondono  nei pensieri, si ammassano e si rimescolano, come a voler cambiare le carte in tavola .. perché da sole farebbero male al cuore , perché non si potrebbero capire, nemmeno con il profondo del cuore e la più fervida immaginazione.. e allora si lasciano lì così  a vagare.. a cercare parole e motivi e azioni per poterle poi analizzare incanalare e classificare… ma  non sarà così e si aspetta su di una sedia, davanti a una porta , fermi immobili per vedere che succede  e se la porta si apre e fa filtrare un piccolo filo di luce si scatta in piedi  con il cuore che batte a mille e si grida.. entraaaaa, non andare via… chiunque tu sia entra .. e poi si richiude non era l’emozione, il cuore ha smesso di battere subito e ti sei seduto in attesa.. e non ci si crede perché non ha niente di credibile, è confusione … e cercare nelle parole la soluzione che non c’è, stasera non c’è e vorrei avvolgere il nastro.. e vorrei che tornasse quel sospiro e quel sussulto lieve .. e vorrei i battiti di farfalla nello stomaco e vorrei  .. e vorrei  e rimango qui a gridare, con la voce che ho, una canzone che mi dà risposte a domande.. “FINE”… ma non le credo.. non credo a niente e non ci capisco niente.. si è fermato il mondo un po’ più in là, si è fermato dove non c’era il capolinea ,  e ora.. dove andare , che fare, che dire.. che  .. mahhh 

il vento increspa le onde

.. e poi passano le meteore così in fretta che  assomigliano più a stelle cadenti, svaniscono i brividi, e cala  l’apatia…  succede .. e ti ritrovi lì ferma a sostenere le tue teorie che non fanno una piega, a razionalizzare le tue emozioni, a gestire le tue giornate con la professionalità che ti si addice, a muoverti tra serate mondane, eventi  sociali,  a ridere e  dispensare battute, a abbracciare salutare a rispondere a tutti i come va.. con i tuoi ormai collaudati .. sto bene.. e infine torni a casa, e se ti fermi un momento a guardare il soffitto ti rendi conto che in questo momento, come in tutti i momenti pesanti.. vorresti una favola, una favola da vivere di giorno e sognare di notte, sei grande abbastanza per  sapere che le favole esistono solo nei libri e nei film, ma ciò non ti dissuade dal volerla, anche battendo i piedi come fanno i bambini, perché  va bene tutto la tua vita è tua è piena è anche gratificante , ma manca un pezzo, manca sempre quel pezzo che hai sbagliato, che non sei mai riuscita a trovare e non sai perché, e ti convinci che sia così, che infondo ci sia  sempre quel retaggio infantile di non sentirsi accettata, di non sentirsi degna dell’amore di nessuno e di sentirsi solo in debito con gli altri.. è per questo che la tua gioia sta nel dare anziché nel ricevere , che si legano a te solo uomini egoisti, e gli altri, quelli  indipendenti e altruisti, si avvicinano, ti guardano e vanno, forse solo perché li illudi di non aver bisogno di loro.. sei bravissima in questo..   sei sbagliata Signorina mia, sei sbagliata dentro e a volte il vento increspa le onde finchè non si muove tutto il mare e allora diventa un casino.. vacilla l’equilibrio anche contro la tua volontà , si attenua il sorriso, e si perde lo sguardo nel cielo, sognando solo altri lidi.. sai che devi cambiare i tuoi pensieri ma poi  ritornano, sai che sei una che non  crede ma spera, sai che sei una che  si è sempre sentita così, e  quando si placherà la tempesta ti rassegnerai ancora una volta alla tua condizione suprema, fatta di condanne autoinflitte, fatta di rinunce autoimposte, fatta della convinzione che non ci sarà mai ciò che credi, ma che piuttosto che accontentarti rinunci… e vai avanti per altre strade..

il mare è in tempesta…  ma anche parecchio adesso!

piacevolmente DONNA

attendevo da tempo i brividi e speravo esistessero ancora, mi sentivo un bel fiore appassito per la mancanza d’acqua, avevo perso la voglia di credere che esistesse qualcosa di diverso…. poi ho dato retta a quell’istinto, rimandato indietro da tempo, ho fatto si che .. ci fosse… ho fatto si che fosse… quando  ho sfiorato la tua pelle, .. un piccolo brivido, era vero non era immaginazione.. avevo voglia di sfiorarla ancora di toccarla e poi percorrerla…. avevo voglia di  andare oltre.. oltre al tuo sorriso, e al tuo sguardo.. e trovarti così,  lontano dal caos di sempre, lontano dal sorriso mescolato alla gente, alla musica , al rumore di bicchieri e parole… mi ha fatto bene, mi ha fatto sentire.. mi ha portato piano rilassatamente verso te, uno sconosciuto che  non è mai stato tale,  a volte ci ho pensato, ma poi mai fino infondo .. e invece.. è stato così piacevole..  sorreggermi al tuo barccio e camminare con te, tra l’imbarazzo lieve dell’incontro e la  voglia di scoprire; come fosse Natale, e  fossi un  regalo da scartare, qualcosa di nuovo e  eccitante da esplorare.. ed è  così che è stato in quell’accompagnarmi al tuo braccio, per rendere più sicuri i mie passi tacco 13.. e un po’ di più,  mi sono persa nel desiderio di sfiorare le tue labbra, senza nessuna voglia di nascondersi dientro ad inutili reticenze,  mentre seduta davanti a te potevo indugiare sui tuoi particolari, sul tuo sorriso accattivante, sul tuo sguardo  cercando di scoprire cos’era che  mi costringeva ogni volta a  guardarmi intorno, con il desiderio di incrociarti, di scambiare due parole,  mai troppo vuote, mai troppo scontate.. e adesso ero autorizzata a  guardarti da vicino, finalmente, sentendo la tua voce, e capendo le cose che dicevi, senza alcuna interferenza..  sorpresa di trovarmi a “casa”, sorpresa di guardarti  e  continuare a non capire cosa mi attirava in te, ma sentirmi comunque sempre più attratta da quel sorriso che si stagliava sulla tua faccia,  ero serena e stavo così bene con me stessa (finalmente)  che… piano si faceva spazio in me il desiderio di.. avvicinarmi,  e così tra un bicchiere di vino e le tue parole…ho  iniziato a cercare di scoprire il tuo odore,  finchè  non ti sei avvicinato e  ho capito che potevo smettere di cercare,  la tua pelle si confaceva con la mia,  anzi  da sotto i vestiti il corpo rivendicava la sua libertà di  toccarti, e mentre salivo le scale saliva con me, con noi, il desiderio di  ascoltare quel grido e  mescolare un po’  di noi.. e così che è stato   ridendo  rilassatamene prendersi e perdersi in un unico momento di passione, e liberare anche l’ultimo  respiro perché diventasse un sospiro..  .. liberare il piacere, ricordarsi come si fa a lasciarsi andare totalmente, mentre la mia mente lo voleva il mio corpo  doveva recuperare certi movimenti e un po’ di spontaneità, ma in te ho trovato mani forti e  labbra morbide e carnose, ho trovato la tentazione,e  la gioia di cedervi… mi sono scoperta  ad avere ancora la voglia di giocare con quel piacere che libera la testa e i sensi, e mentre   gli spasmi  squassavano il mio ventre guardavo i tuoi occhi intenti a  carpire il piacere che mi stavi regalando, e in me saliva la voglia di ricambiare ,  brivido  dopo brivido..  finalmente nelle mani di un uomo, finalmente mi sentivo donna… autorizzata a essere donna, anzi liberata e fatta sentire “donna”… e poi ..  ma si.. e poi chi ha pensato più..   … ho sciolto le catene e mentre  tutto  si consumava..  beh mi sentivo bene… e bene sentivo te…  nel  buio che mi portava a casa,  non riuscivo a pensare ma solo a sorridere,  era un bel po’ che non mi capitava che ci fosse l’attenzione  su me e sul mio piacere, sul mio corpo,   che non fossi considerata un oggetto del solo egoistico piacere,  costretta in un certo senso a condurre i giochi a essere uomo, dalla cena, al  resto.. dal sorriso al piacere.. e invece per una sera  DONNA..  e come sempre  ho sostenuto, fosse anche solo finita così.. sarebbe una conquista.. perché non conta quanto, ma conta come.. conta l’ora, lo star bene, perché è questo  che mi piace che desidero…  e cerco di dribblare la sofferenza, finendo poi per caderci distrattamente, ma poi se riprendo il controllo di me, piuttosto mi fermo un pochino prima di .. ma mi godo l’attimo del bello che c’è.. e fosse anche solo un ora, una sera…  tu mi hai fatto bene.. bene sei..e  quel sorriso rimane tra quelli da mettere nel libro delle cose belle…quelli a cui magari si chiede la replica, ma a cui non si   deve chiedere mai  troppo,  un sorriso di quelli che si cerca per star bene e a quelli a cui si offre, si regala liberamente  la parte migliore !!!

life is now…

 e poi mi siedo, l’adrenalina che batte nelle vene mista al sangue, c’è la voglia di vivere, una partenza nuova ,una vita che era bloccata dalla mia inspiegabile  testardaggine, il mio fissarmi su qualcosa che non andava da nessuna parte e che non faceva nemmeno bene e a volte, per non dire spesso, faceva male..  poi arriva il giorno della rottura , riesci a spostare il velo, a eliminare ciò che hai su quell’anima che  ti ha imposto mille volte di spiegare ciò che invece infondo non volevi spiegare perché era fiato sprecato,  non c’è da spiegare a chi non è in grado di sentire di capire di osservare …ostinatamente sono andata avanti giorni, mesi anni, prendendo solo  legnate, e dando tutto, troppo, passando sopra alle più devastanti cattiverie, a volte anche alla paura, ma tutto questo per non far del male a chi non ha certo mai usato le stesse attenzioni nei miei confronti.. e allora si, che sia io la  cattiva… e solo così … ora si comincia a respirare dinuovo…. con la bocca e con la pancia, con la testa e con i polmoni aperti.. una vita ho e a quella voglio essere grata…   si cerca di prendere solo il buono… e il bello. Ed ecco che sei arrivato  tu, che  mi hai affinacato sulla strada, e sorridendo mi hai dato un passaggio, mi hai fatto sentire bene,   grazie… sei… stato, sei, un infatuazione che valeva  bene la pena di essere vissuta, e se  già hai cambiato strada sarà ciò che il cielo vuole, mi spiace perché mi piaci un sacco, mi  piacerebbe dividere con te notti e caffè,    raggi di sole e risate.. credo sarebbe una bella cosa, ma le cose si fanno in due e….  chissà poi, cosa sarà domani.. mah.. so solo che ho la voglia di vivere oggi , domani,  e tutto ciò che mi è concesso… voglio  ballare sul palco della vita, voglio il più bel vestito da indossare,  le scarpe nuove e  un sorriso, gli affetti che scaldano il cuore e la follia stampata  a fuoco nella mia anima…   mille e mille  idee per gestire il mio giorno con responsabilità e doveri ,    con la voglia di fare bene  e essere bene..  e poi mille sogni da vivere nelle mie  ore libere quelle in cui ci si può lasciare andare, passo dopo passo, e se un giorno imparerò ad amare sarà una conquista, per adesso riesco solo a voler bene,  per adesso riesco solo  forse a innamorarmi.. ma non si può esser perfetti e una volta   acquisita questa consapevolezza si va    più spediti,  con un briciolo di rassegnazione ma con la voglia di andare dove  mi  porta la follia o la ragione , a seconda della necessità e del momento… andare .. perché la vita è ora.. e non ho voglia di passarla a  polemizzare, ad arrabbiarmi a deprimermi e  a piangere, se ciò non è necessario,  mi è concesso il giorno e io lo devo vivere al meglio… finchè si può!

premessa….(1)

E sei Tu quello a cui ho aperto le porte , quello che ho lasciato entrare,  la tua  disinvoltura alla quale sono andata  incontro con l’incoscienza che ho;   la mia follia  persa nei tuoi sorrisi e smarrita in un attimo nei tuoi occhi che non hanno perso tempo ad incatenarmi,  adesso senza dover poi sfuggire, ma consegnandoti i polsi e l’anima spontaneamente,  e poi  ecco che  realizzo passo dopo passo, sospiro dopo sospiro,  che è  in te, nelle tue mani, che desidero perdermi…  e divento piccola, e divento donna, mi hai concesso di esserlo e lo sono, con le mie fragilità latenti, alle quali non concedo mai di uscire, con i miei occhi persi nel niente che aspettano l’indicazione della strada… mi abbandono alle tue mani portami dove vuoi… è lì che voglio andare…

cosa ho fatto di me…

vacillano i miei passi, sconclusionati e dondolanti…. li inseguo..  guardo avanti e non ho chiara la strada… da nessuna parte.. niente,  il lavoro in rivoluzione, senza una certezza vera, tra il se, il  ma,  e il poi… , il mio aspetto che è un cantiere aperto; destabilizza non riconoscere il proprio sorriso nello specchio e allora non mi guardo allo specchio,  difficile mi è anche  immaginarmi,  mi complica la vita , ho perso un po’ della mia sicurezza, ho perso un po’ di me..   e non solo perchè i punti tirano e fanno male; lo so io perché.. perchè quell’uomo che ho chiamato amore se ne è preso un bel sacco e l’ha portata con se, nonostante le mie reticenze e tutto l’impegno che c’ho messo per tenerla stretta… , è passata finita, ma adesso mi devo rimboccare le maniche per ritornare ciò che so di essere.. ma tutto il resto poco aiuta.. molto poco… mah sarà.. e così finisce che mi tremano le gambe al lavoro e mi mancano le parole, sbaglio le taglie dei vestiti nei negozi.. li compro grandi perché mi vedo “grassa”, non guardo gli uomini poiché mi ritengo  niente, e mi nascondo in casa tra le mie mura perché lì mi sento al sicuro, non esco e me ne vado a letto presto, mentre mi rifugio nelle pagine di un libro, non parlo e non espongo le mie idee poichè le ritengo fuori dal mondo e inutili…… ma dove sono finita.. uffa non mi piace per niente tutto questo… per niente..ma poi stremata dalla fatica di dover vivere ostentando tutto ciò che mi è sempre venuto normale… mi arrendo al sonno, mi dimentico di darmi lo smalto, di sistemare quel vestito o di cucinare le verdure che sono in frigo, di guardare il diario del mio bambino, di controllare la posta…mi dimentico che io esisto e che sono in gamba, molto più di quel che credo.. mi dimentico di esser donna, mi dimentico che posso se voglio posso.. tutto e un po’ di più…ma adesso basta, mi metto qui e ci penso e ci credo e mi convinco, mi devo convincere che io sono, sono e sono, molto più di quel che credo…che mi hanno fatto credere!!

ricomincio dalla fine

E ricomincio dalla parola fine scritta, questa volta, con l’inchiostro indelebile. La parola che adesso hai scritto tu marchiando a fuoco la mia pelle, e rigirando la frittata come hai fatto sempre, almeno adesso sono io il carnefice e tu la vittima, io, quella che si è comportata male, perché ha provato fino in fondo a  ricercare i sentimenti del primo giorno nonostante gli schiaffi  ricevuti al posto dei grazie, nonostante la pazienza che poi si esauriva, nonostante la delusione… ma va bene così altrimenti non sarebbe mai finita perché tu non avresti mai accettato di essere stato in errore… e saresti tornato sempre e io come una cretina ci sarei cascata ancora, perché  questo sono una stupida  che ancora non ha imparato la lezione..hai scritto FINE  ho passato due giorni intontita a realizzare che era finita , non ho fatto la spesa, non mi sono lavata i capelli, non ho fatto niente, non ho parlato, non ho dormito, non ho pianto… sono rimasta così  anestetizzata,  attonita .. e poi mi sono dovuta svegliare.. era lunedì e la vita riprendeva il suo corso… e da qui, da qui devo ricominciare..

 Si è chiuso un capitolo, una storia, una speranza, ho fallito dinuovo, ho fallito ancora, non sono in grado di gestire i mie sentimenti, non sono in grado di vivere un amore come si deve, come vorrei e imbocco strade sbagliate e le percorro finchè non mi perdo, finchè non  perdo me stessa… adesso è finita, e non è un male… anzi….

Adesso si ricomincia, piano, si cerca di trovare il piacere nelle piccole cose, nei sorrisi del mio bambino, nelle parole di un amica ,  negli ingredienti di una torta, nei numeri del mio lavoro, nei passi dell’ora di danza, nelle parole di un libro, nelle bollicine di un aperitivo…ma ancora non sono me, sono avvolta da una nebbia, pietrificata dalla delusione,  sfiduciata nel sesso maschile e sconvolta da me stessa… mi tengo alla larga da ogni uomo, anche quello che  tempo fa  avrei pagato perché mi corresse incontro.. adesso è costretto ad inseguirmi mentre scappo… non voglio sforzarmi, voglio che accada da se.. che mi svegli una mattina e .. mi sia tornata la pelle d’oca.., mi sia tornata  un po’ di follia… febbraio finirà per fortuna, e si spera che accada presto.. e poi arriverà la primavera,  e con lei..  speriamo tornino le emozioni, i brividi e i sogni, magari le farfalle nello stomaco, magari di quelle a doppio senso, di quelle che regalano la libertà… ma ora va così…. Ma ora va….

un nodo allo stomaco e il tamburo nel cuore..

e mi si annoda lo stomaco il cuore impazzisce, non riesco a controllarlo , come non controllo la mia emozione.. so che è stupido e assurdo e mi rendo conto che sono qui che sto mendicando amore, o non so cosa.. devo chiudere questo stillicidio fonte di sofferenza e basta, vorrei amore ma non ce n’è per me, scelgo gli amori che mi merito, poichè so di moritarmi niente,  do tutto perchè non ho mai avuto, e spero di ricevere qualcosa in cambio, non chiedo emi va bene lo stesso, ma vorrei un giorno svegliarmi in una favola che è per me, dove qualcuno si occupa di me, dove segue i miei passi , e se sono stanchi mi prende per mano, dove  il cielo è blu e io sono libera di volare e amare, perchè il mio amore compie il suo giro e poi torna… torna… ed invece mi crogiolo in chi mi dice che sta male.. donandogli tutto e sentendosi poi solo presa in giro, quando la parola amore suona come il nomignolo che si affibbia quando si frequenta la scuola, più che un modo per ricordare all’altro quanto è importante… questo dolore devo riuscire a farlo finire, devo spezzare la catena a due mani, devo semplicemente arrendermi all’evidenza di essere capace solo di sbagliare…

non ho voce…

A volte viene voglia di gridare , ma poi quando sei lì, apri la bocca, prendi fiato… ti accorgi che non hai voce,.. e così rinunci alle grida e ti chiudi in un silenzio così profondo che nessuno può violare, lasci passare le note di un pianoforte  per poterti immergere ancor di più in quel  niente dove è dolcemente dolente il pensare, che piano scolora, e si annienta tra le ombre e le luci, tra le emozioni e le delusioni, le paure e gli entusiasmi, non ci sono sogni, forse visioni, non ci sono speranze , magari illusioni… e giù.. scivoli giù nell’oblio, ancora più giù, lentamente … fino a perdersi, a perdere il corpo, a rincorrere l’anima, a cercarla, a cercare di capire se ancora ce n’è una, se è ancora libera di sentire, se riesce a vibrare.. e cadono i pezzi di metallo pesante che la soffocano, e si sbriciola il cemento.. e si libera.. piano… e se ne va.. girovagando  dove  a volte non si osa, non si osa più, per pigrizia o forse per il terrore di scoprire che c’è ancora tutto basta  volere… e suona la musica, e riprende il respiro e lento il desiderio di guardare oltre, con un po’ di timore forse, ma oltre credo si debba andare, bisogna solo trovare il coraggio….  anima vivi, anima respira, anima sogna, perché niente è così grande da non poter accadere… e suona e vibra.. anima persa, ritorna; anima bella ridi, di risate suonanti, di occhi brillanti, di note inebrianti… anima dannata, torna a  far bruciare ancora il fuoco dentro, la passione, quella che divampa e incendia la vita, i giorni , le notti, ogni ora, senza tempo ne stagione, quella che passa attraverso il corpo la mente e il cuore, che unisce l’etereo al concreto, che mescola le nuvole con la terra.. che plasma , che confonde che crea e distrugge; anima mia  brilla al sole, o sotto le gocce di uno scrosciante temporale, nelle cose che in me hanno senso anche se di per se un senso non lo avranno mai…

mi sto perdendo

tra mille cose giro e rigiro come impazzita confusa annebbiata,  chiudo gli occhi ma gira lo stesso, un sorriso e un altro, un emozione bellissima e il suo dissolversi, quasi un dolore subdolo per un non amore perduto e rubato, come sempre del resto avevo sbagliato, come sempre, e mi ero distratta, mi ero voltata  da chi era lì e scappava, scappava forte , da chi poi ha ammesso di farlo da chi mi ha rovesciato addosso tutto, tutto quello che volevo sentirmi dire, e ora ho paura, paura io , paura perchè potrebbe essere e  non assomiglia a quello che ho disegnato, potrebbe perchè mi fa stare tanto bene la sua presenza, e mi porta lontano, ma sono io che resto qui ancorata a terra a guardare il palloncino che vola via in cielo e non mi riesco a capacitare di quello che mi si è legato al polso e non vola, sta lì.. si allontana un po’, ma torna… che guaio , io non capisco, che guaio io non so, che guaio, fa male, un po’, che guaio perchè sono un errore sempre, che guaio e dove devo andare.. che guaio, che guaio.. aiuto.. e continuo a girare!!!