nel niente del mondo

e mi scopro a pensarti, a pensare a come sarebbe andata se invece di scappare  mi fossi buttata e ti avessi chiesto ancora di uscire, mi scopro a pensarti perché c’è qualcosa che sfugge , che attrae , ma non convince, c’è uno schiaffo all’anima che brucia, che tu non mi hai dato ma che mi hanno recapitato,  e mi scopro a pensarti come tutte le cose che non si sono concluse, che non hanno avuto un epilogo che non si sono esaurite,  e mi viene facile pensare a come saresti stato se , ma mi mancano le parole e nei tuoi gesti cerco una  plausibile spiegazione.. e mi scopro a pensarti perché sei passato  senza che io lo volessi fino infondo,  nel momento sbagliato, non ho trovato parole, non ho giocato, mi sono ritirata senza le forze per metterci anche questa.. e ora mi ritrovo qui a pensarti e a guardare la scia di qualcosa che  ancora mi incuriosisce e sveglia la mia immaginazione; troppo in fretta andava il tuo treno , troppo in fretta per  poterci saltare, ero ferita, provavo a camminare, eri di più ma non potevo ancora saltare…  e ora che è andata non credo possa tornare, magari non era niente ,ma un idea da conoscere e  poi scartare, magari eri meno di quel che potevo immaginare, magari…  adesso resti sospeso nel niente, insieme a quello sguardo sbucato da dietro le lenti dei tuoi occhiali,  che non riesco a dimenticare, resti sospeso in un giorno di sole, di parole nel vento ,  in una bottiglia di vino,  un piacevole pranzo e resti lì nel niente del mondo……

abbiamo attraversato il mondo, tu ed io.

e come dire che tra le tue braccia è casa, che nei tuoi occhi  c’è la sorgente dei miei gesti, il coraggio della follia o dell’immobilità.. quando come se ci fosse una calamita mi attiri e non posso fare a meno di incollarmi  a te,  non curante del mondo intorno, e se ci siamo persi ti ritrovo.. in noi vive il doppio gioco del dire e del fare.. un po’ vince l’uno e un po’ l’altro, ma quel filo non si spezza.. sopravvive, vive.. in tutte le stagioni della vita.. nella calma apparente, nel silenzio, nel tumulto…. e poi come un fiume in piena dal niente .. le tue mani addosso , i tuoi respiri  che incalzano sul mio collo,  si inarca la  mia schiena, salgono i brividi.. salgono mentre sono ancora incredula che sia tu, e che  sia io.. ma allo stesso tempo mi sembra l’unica cosa naturale che possa accadere tra noi.. l’unica che esiste nei nostri sguardi, l’unica conseguenza ai nostri discorsi, ai nostri abbracci… tu che ogni volta sei la ritrovata novità… e mi libero in un attimo mentre l’istinto animale di noi si alza dall’anima e si trasferisce nei corpi, che non si fanno pregare  per entrare in contatto che lo sono infondo sempre,  e si mescola dinuovo tutto in quella nostra passione animale in quella nostra carne che profuma di giorni passati e di attimi rubati ..   è così… e non ti chiedo perché non saprei che rispondere se tu mi chiedessi.. è così .. e mi sento come se avessimo attraversato il mondo e fossimo lì lì per tornare al punto di partenza.. con la consapevolezza del bello ma con la spossatezza del tempo e con il terrore del ripercorrere quelle strade che non sono sempre state facili.. in questo nostro viaggio  ci ritroviamo sempre vicini e poi ci allontaniamo, non ci stacchiamo mai troppo, ma non ci prendiamo nemmeno per mano, ognuno i suoi passi, ognuno i suoi pensieri che spesso si assomigliano, ma che non conosciamo nel profondo..  e allora resto in silenzio a godere del bello e della luce che resta sul mio volto  e nei tuoi occhi, resto in silenzio sorrido ti penso e penso che ti voglio un bene infinito e che  il sangue è sangue e  se si può non comandarlo.. è bellissmo…

.. e devo fare le capriole

 come se ci fosse intorno una gran confusione porto avanti i miei passi e cerco il blu del cielo sopra al naso , sopra la testa.. cammino spedita e con gli occhi frugo gli angoli del mondo in cerca di qualcosa che mi fa sorridere , che mi faccia ridere, che mi faccia anche inciampare.. scelte  fatte, e strade intraprese più e più volte ..ma  la confusione  prende il sopravvento, per fortuna non manca il coraggio di andare dritta, di andare avanti sempre , non manca la speranza nel futuro ma forse manca la voglia, manca  quell’aria che ti fa sollevare  gli occhi e svolazzare il cuore , tutto è peso , tutto è sintomo di poca soddisfazione tutto deve portare al cambiamento radicale ,perché quando non mi piace ciò che è deve cambiare, devo rovesciare  il piatto, devo svuotare le tasche e fare le capriole.. devo trovare il momento esatto per rompere e irrompere nella vita, con me e quel che so di essere e quel che voglio essere .. intanto studio  quel che mi circonda e cerco di discernere ..

Mamme part time

Oggi e’ suonato il campanello , dormivo, mi e’preso un colpo…. Sono rientrata tardi stanotte dopo una serata passata con amici in giro per locali… Una serata che ha lasciato comunque un po di amara malinconia … I 30 anni vanno lasciati ai trentenni; ben comunque al campanello era il fioraio e’ la festa della mamma , ma i fiori non sono per me , sono per le altre mamme che abitano vicino , mia mamma e mia cognata … Io sono una mamma part time , separata e single e in queste occasioni pensi che sei felice di essere mamma ma devi dirti brava da sola , mio figlio troppo piccolo ancora per muoversi indipententemente, passa il we dal padre… Mi abbraccerà solo stasera … E non c’è nessuno che nel sole di questa splendida giornata lo prenda per mano , gli faccia raccogliere una margherita e lo accompagni a consegnarmela, e magari mi abbracci orgoglioso … Non fraintendiamo , non ho voluto tutto questo , sarebbe stato così anche se non mi fossi separata … Sarebbe stata la stessa sterile cosa … Magari forse un fiore su suggerimento della mamma … Mah … Il fatto e’ che ho sbagliato tutto e che difficilmente c’è spazio per una replica totale … Forse il bis di una canzone … Ma tutto no … E allora caro fioraio torno a letto assonnata e faccio finta che sia una altra giornata !!

baci di sole

in questo mio perdermi ho deciso di attuare la mezz’ora di lettura in pausa pranzo,  sedermi fuori perdermi tra le parole di un romanzo , in mezzo a sentimenti di  disperazione e d’amore, fuori da ogni tempo e da ogni luogo,  e farmi baciare dal sole timido di primavera per saziare la voglia di altri baci mancanti, estirpati dalla mente con forza, dei quali sento ogni giorno più insistente la mancanza; può  essere l’ossessione di un pensiero, di qualcosa che non si è concluso, o meglio di qualcosa che si è concluso contro ogni  desiderio.. se chiudo gli occhi  ogni volta appari te, te sulla mia pelle, te nella tua dolce imponenza, il tuo odore che solo al pensiero mi fa ancora trasalire, quel corpo  intriso di muscoli e forza, domato dall’animo dolce  e sensibile quell’avvicinarsi  delle tue labbra della tua bocca  e dei tuoi sorrisi,   lo specchio che ci rimanda l’immagine di noi, di un qualcosa che sta bene insieme,  che gode della bellezza e della sensualità che rimbalza da quella cornice e ci restituisce la forza animale che  si addice a due corpi che si danno pieni di entusiasmo;  ti sento mentre scendi sul mio ventre,  ti  fai spazio tra le mie cosce, ricopri le mie labbra di baci   gustosi,  con pazienza e dolcezza  con dedizione e voracità,  senza alcuna violenza,  ti occupi di me  e i tuoi gesti colano di delicatezza, non mi divori, mi culli,  sembri un pianista bello e maledetto che dall’impeto scaturito dal  trasporto della musica, poi arriva sui tasti con la punta delle dita intrise di sensuale cura, ovattate dal desiderio di regalare piacere e “bene”,   e tu mi regali  le stelle e i brividi, mi sollevi ogni volta in aria,  una magia che si ripete all’infinito non sei mai sazio. Mi lascio andare come  non sempre faccio è un gioco alla pari non ci saranno vincitori ne vinti si passa la palla  e si continua e adoro vedere il  tuo  sguardo che si fa  serio che chiede di liberare il piacere di affondarci dentro  di  sentirlo tutto…  che meraviglia che sei mentre mi chino su te, socchiudi gli occhi e continui a cercare la mia pelle, mentre respiri forte mentre quasi gemi, strozzando in gola quell’onda  di piacere  che sale , quasi timoroso di lasciarla andare nel vuoto , quasi come se la volessi trattenere ancora un po’ per goderne infinitamente, quella tua dolcezza che mi rimane sulle labbra la cerco smaniosa percorrendo con la lingua ogni  particolare, lasciando che di tanto intanto il tuo corpo sussulti, lasciando che  tu arrivi al culmine del desiderio, e così poi come un uragano ti  rialzi e ribalti tutto  immobilizzandomi,  lì, ora, con tutta la tua determinazione regalami il ruggito del leone che   gusta la sua preda , fino infondo mentre non riesco a smettere di guardarti negli occhi di cercare la tua bocca di graffiare la tua schiena  e sorridendo per la meraviglia che sei chiederti di non smettere, e così che passano le ore e così che ci continuiamo a lisciare ..è così.. che ti lascio andare… e resto a farmi baciare del sole a crogiolarmi in questo dolce ricordo, in queste parole, perché una volta scritto non sia più dentro me, ma lì fuori che mi guarda , che prende le distanze.. anche se poi ogni tanto affiora e fa anche bene…. ci sono persone che si possono sovrascrive  altre no, non è proprio possibile, si spostano, si rimpiccioliscono, ma restano lì al loro posto, per  molto molto tempo, poiché né è valsa la pena..

lasciare il sentiero e perdermi

e  quando mi guardo allo specchio adesso vedo il mio volto che a stento sorride, le guance che sono tirate giù dalla forza di gravità e dal mio animo grave e   sento quella  lama sottile che passa attraverso  ogni viscera.. piano e lacera  ogni filo di  esistenza,  ricordandomi la ricerca infinita della mia stabilità quella che a volte si perde per niente, e come un secchiata d’acqua,  l’assenza dei tuoi abbracci e dei tuoi baci che pur senza futuro davano un ottimo sapore al presente , mi ha riportato ai miei  malinconici pensieri usurati,   a  dare un altro stop alle cose a decidere di avviarmi per un altra strada, almeno per un po’.. a lasciare il sentiero e perdermi nel bosco per cercare di ritrovarmi, nelle mie parole strane e nelle mie canzoni assurde,  nei libri sotto il braccio e nei sogni…  voglio perdermi e perdere la ragione per sentire se ancora c’è il sangue nelle vene, scelgo di cambiare , almeno ci provo..  non ho passati da cercare e  rimpiangere ….. almeno quelli lontani sono così amari che certo non li rivorrei, altri magari  li riprenderei per le piccole  brevi e intense emozioni, di un messaggio sul cell.  e di un sorriso stampato sulla mia faccia mentre guido sulla strada di casa infilandomi dentro il rosa del tramonto…  ma  in quel passato non c’è niente di quello che desidero,   i sentimenti  quelli  belli sono tutti lì  ben piegati e riposti nei cassetti, alcuni invece sono stati dissolti nell’acido del tempo e del dolore.. e come chi aspetta il treno che non passerà mai perché hanno deviato la linea ferroviaria, resto immobile ad aspettare che la vita cominci , mentre vivo e non me ne  accorgo; e devo  disperdere questa rabbia che ho contro il mondo e contro tutti, contro me e la mia maledetta testa, i miei errori, irrimediabili ma fatti.. andati… mi perdo nelle note di una canzone, di una voce amica delicata disperata, e con la sua disperazione cantare perché nel niente se ne vadano questi   fantasmi dell’anima  divisa tagliata sfilacciata….  ed ogni volta è così, ed ogni volta è il tonfo sordo di chi tenta di volare, solo che ogni volta è un buco più grande e profondo…   e resto qui gli occhi rivolti al cielo  lamine d’acciaio che cadono graffiando le guance …

un metro in più di cielo da percorrere poi in caduta libera

E capita di socchiudere gli occhi ad un ricordo vivo , cercare il sorriso delle cose belle vissute e passate…  mentre mi lasciavi in un pomeriggio di un inverno ormai sull’orlo della primavera , stringendomi nei tuoi abbracci accoglienti e bellissimi, mentre mi dicevi che era finita e saliva il desiderio di corpi che stanno bene insieme, in quel momento dove le parole stentate di un inizio sono diventati torrenti in piena poi, e la situazione era la commedia dell’assurdo.. lì ho capito quanto ci tenevo a te, e lì ho capito che mi saresti mancato tanto, che mi sarebbe mancata la possibilità di viverti a pieno e di farmi vivere a pieno, lì.. ho lasciato che le cose andassero per la loro strada, quella che tu avevi deciso, e che io avevo già pensato.. era inutile continuare così, ogni giorno sarebbe stato un metro in più di cielo da percorrere poi in caduta libera, ogni parola una pugnalata, e così per preservare l’un l’altro dal dolore  era questa l’unica via da percorrere.. ho accettato di buon grado, non posso  farci niente, non avrei potuto trattenerti con la forza, perché poi saresti stato peggio e si sarebbe rovinato quello che è stato.. la dolcezza che  mi hai regalato in questi mesi, la bellezza delle cose vere, anche se difficili,.. e non posso non  rivederti la prima sera che siamo usciti a cena, nell’imbarazzo del non conoscersi e nella netta convinzione di volersi… la prima volta che sei salito a casa mia seminando i vestiti come briciole di pane come a lasciare segni per non perdersi,  abbiamo percorso il corridoio, abbiamo invaso la camera, abbiamo ribaltato le lenzuola, riso e scherzato.. forse ci siamo dati  senza freni.. senza limiti. E sorrido delle cavolate, delle cene insieme, dei pranzi e dei caffè.. dei mille discorsi.. e del nostro dire… quel passo indietro per salvare la pelle l’ho sempre fatto.. ma ogni volta che mi chiedi come sto e come va.. la mia risposta sarebbe un semplice “mi manchi” , che non ti dirò mai, perchè so che alla fine tu stai peggio di me, perchè dentro te ci sono le guerre puniche.. combatti e combatte la tua anima tra l’essere , il pensare e il sentire.. e non sai cosa puoi volere, tutto o niente… io infondo non posso  che accettare il fatto che tu non mi vuoi. Il sorriso  quello che ho conosciuto quando eri solo con me, non quello in mezzo alla gente, mi piace pensarlo, tutto ciò che non è stato e poteva essere, non mi piace nemmeno pensarlo.. non sogno non ne sono capace.. ma c’è un po’ di magia che ci ha attraversato, anche solo per pochi istanti,  anche solo per il tempo del consumarsi di una candela… lì era speciale …  e come potrei non volerti dire mi manchi, alle cose belle si rinuncia a fatica….la cosa giusta al momento sbagliato, questo siamo stati..  lo dici sempre…  ma qui lo dico che mi manchi e che vorrei venirti a cercare, vorrei il tempo con te,  tu nel mio letto che dormi con la luce accesa, tu, le tue braccia il tuo petto,  la tua bocca, tu per ciò che sei stato, con lo slancio dei primi momenti vissuti con un po’ più di incoscienza,  qui lo dico mi manchi!

non si può dare un titolo.. non c’è..

quando i tuoi occhi dolcissimi, e ancora  feriti,  si riempiono di gioia, e si apre il sorriso sulle tue labbra , lì diventa cielo, come se le nuvole lasciassero spazio al blu intenso delle giornate di primavera,   e tu lasci scorrere l’energia dentro te, le tue  vene pulsano forte sulle tue mani , sulle tue braccia grandi e forti,  i  tuoi sensi si accendono e in un attimo liberi quella carnalità nascosta dietro a mille pensieri, e vivi, e ti trasformi un  portento di energia pronto a far volare  una donna oltre le barriere del piacere , e godere con lei e per lei, assaporando ogni respiro, ogni piccolo sussulto , e poi ti lasci andare   e senti il tuo piacere crescere, quell’eccitazione di corpi e pelle, e anima, quelle sensazioni che legate insieme  ti portano a esplodere  , e come una leone non sei mai sazio mai, le notti non durano abbastanza le energie nemmeno, ma non importa , basta una pausa anche piccola che poi eccoti  sorridente e dolce che giochi e scherzi e dimentichi il mondo e le luci del giorno che arrivano sempre troppo presto, che ci sorprendono  mescolati tra le lenzuola e le candele ancora accese , qualcosa che non conosci fino infondo che cerchi di capire dove era e dove  va, ma forse non sono io.. forse sono solo un banco di prova che non andrà più là di tanto ,  perché tu non  sei  uno che se ne approfitta, tu non vuoi , tu non sai chi sei .. e io che ti guardo e mi perdo e sto lì  e  come sempre rimango un  passo indietro, un piccolo passo, e poi non ci capisco molto, e so che finirò per fare un casino e che non devo non posso, che tutto ciò che devo darti è il mio corpo , è la mia pelle , è il mio piacere mescolato al tuo,  ma niente , niente di più… niente..  ma non perché tu non sia speciale, ma perché non devo arrivare lì dove ci si fa male, ancora una volta non lo posso fare, ti voglio bene, ma il resto è diverso.. si chiama amore, e se non c’è non si può inventare, non si può .. non si può… e allora chiariamoci  e seguiamo una logica, la logica che ci porta dentro a ul letto, ma che non ci fa passeggiare tra la gente,  quella che ci fa gridare di piacere , ma non ci fa sognare domani che sarà insieme.. insieme non mi si addice.. insieme non fa parte di me…   e domani non fa parte di te..  e allora..  ho smesso da un po’ di pensare e vivo improvvisando , vivo andando avanti, vivo e basta..  sei un incontro speciale  che quando finirà di essere sesso , amore o come lo possiamo chiamare,  resterà se vorrà nella mia vita, sarà sempre  un amico di quelli a cui si salta al collo,  che mi racconterà i suoi amori ..  a cui racconterò forse i miei …  che magari dividerà una birra o una torta di mele…   so che sarà così… ma  ora non lo so pensare, perché farei  solo confusione più di ciò che non è.

…. OPS.. NON ERI PREVISTO…

Hai attirato la mia attenzione … Lo hai fatto sottovoce , senza clamore e fuochi d’artificio , ti sei avvicinato piano come la pantera rosa , ma senza titubanza … Il tuo abbraccio mi ha fatto sentire subito a casa , anche se intimorita dalle tue ferite ancora sanguinanti e profonde , ho seguito la strada che tu mi hai aperto ed e’ stato bello … Senza dirsi niente di più , senza i discorsi fatti così per dire , parole da amici e baci da amanti insaziabili , questo e’ quello che siamo , questo e’ quello che sta facendo tornare il sorriso sul tuo volto e fa brillare di più il mio , a sorpresa , in mezzo ai piani della mia vita … Boh eccoti qui , te che ti occupi e preoccupi di me , io che non ci sono abituata , io che ti racconto i tuoi lati belli e tu che non ci sei abituato … E poi poi chiudere la bocca e far parlare i corpi e la pelle , loro non mentono .., li non si finge , il bianco delle lenzuola svela subito tante cose , e quello che dice di noi … Si vede bene !! Un Natale diverso …forse, spero, sicuramente sorprendente… inaspettato..

te , me , noi!

Hai presente due matti, si quelli  che assomigliano un po’ a noi, a te e a me.. quelli che  forse potrebbero inquietare il mondo… ecco quelli che poi  capita si incontrano, superano brillantemente le prove del nove, e magari, tanto sono bravi, estraggono anche le radici quadrate..  quei due matti.. si incontrano  in mezzo alla gente e sanno che  solo loro sanno.. che solo loro sono.. e in quella pista incuranti del luogo, dell’ora, della gente… lì  tuffarsi in un abbraccio che  porta via dalla realtà, porta in un altra dimensione.. un posto dove tutto può succedere, dove poi tutto resta lì e mentre intorno potrebbe esserci il terremoto, una manifestazione  sindacale, un esercito che avanza…  ecco nell’altra dimensione niente solo loro, i matti ,  noi, io e te, le tue braccia grandi, dove  mi perdo , dove anche se non voglio,  mi abbandono appena sento che si chiudono intorno a me…  lì sarei rimasta per tutta la vita, o forse anche solo per una notte intera,  e in quella dimensione parallela, le parole forse alleggerite dal cocktail  di turno,  volano dove non pensavi ,dove non ti aspettavi, dove volevi.. che non finissero… ma non so perché questo è quello che accade ora con te, che ora continua a accadere, quello che vorrei potesse esplodere, quello che vorrei potesse   essere.. perché sento che tu sei diverso, sento che tu sei pelle, quella che  sembra fatta in laboratorio per stare bene con la mia, la cosa più naturale di questo mondo, non lo so, me lo chiedo e sono coincidenze, e sono sensazioni, ma io vivo l’attimo improvvisando e vorrei che l’attimo seguisse l’attimo e magari diventasse un minuto, non chiedo mica di più… la semplicità e serenità di dedicarsi un po’ di tempo che poi insieme vola..  ma che vola se pieno di parole, di sorrisi o di sesso… vola sempre…  non posso scordare ciò che sopito dentro mi rimane lì così quando ti vedo..  non posso far finta di niente se mi tremano le gambe, se chiunque perde  l’alone di interesse se solo  penso a te… se mi diverte guardarti e riderci su come due bimbetti  complici che si capiscono al volo e sono pronti a impancare le più grandi marachelle e si guardano capiscono e ridono… insomma  non so che sia.. la nostra non  normale normalità  ma so che mi piacerebbe un sacco viverla un po’ di più….. e resti sempre lì …. lì dove finisce il corpo e inizia l’anima, un po’ sopra al cuore !!!!